Storia del Paracadutismo

Le origini del paracadutismo

Il sogno di volare ha radici antiche, pensate al mito di Icaro che narra la costruzione di ali fatte con piume e cera per librarsi nell’aria e traversare tutto il Mar Mediterraneo; la scoperta da parte dei cinesi più di 2.800 anni fa dell’acquilone, utilizzato anche per i primi sollevamenti umani. Dovranno passare decine di secoli prima di arrivare a concepire il primo vero strumento di volo della storia moderna: il paracadute.

Leonardo da Vinci intorno al 1485, nel Codice Atlantico, realizzò il primo disegno di una paracadute piramidale in tessuto di lino inamidato, e con esso “ognuno si potrà gettare da qualsiasi altezza senza alcun rischio”. Nel corso dei secoli ci furono vari tentativi  di utilizzare strumenti simili con funzione di deceleratore aerodinamico; si deve ad André-Jacques Garnerin l’invezione del primo paracadute di seta senza intelaiatura. Nel 1797 Garnerin si lanciò da una mongolfiera ad una quota di 900 metri, con una cesta alla cui sommità era legato un paracadute con calotta emisferica.

Per il primo lancio da un aereo dobbiamo aspettare fino ai primi del ‘900, quando nel 1912 il capitano A. Berry si lanciò in volo sopra Saint Louis. Lungo il corso degli anni ‘20 e ‘30 si svilupparono a livello militare i primi reparti speciali e con loro il paracadute si fece sempre più efficace e sicuro. Durante la Seconda Guerra Mondiale lo stesso non fu utilizzato solo come sistema di salvataggio, ma interi reparti di combattimento furono avio-lanciati in zone di guerra e oltre le linee nemiche come nel caso del D-Day nello sbarco in Normandia del 6 giugno 1944. Finita la guerra, nel decennio seguente, inizia a formarsi il paracadutismo sportivo; che si espanderà ancora grazie all’invenzione (nel 1963) da parte dello statunitense Domina Jalbert della prima vela ad ala chiamata Parafoil. A tutt’oggi anche se con modifiche tecnologiche, di materiali e di volo, il paracadute ad ala rimane il più adatto per l’attività ludico-sportiva.